30.9.2009 @ 9:59 | categoria: comunicazione
Sarà la pre-adolescenza, Google ha appena compiuto i suoi primi 11 anni, o il profumo degli introiti della pubblicità commerciale, ma sta di fatto che l'altro giorno abbiamo visto cadere un baluardo: una vera e propria campagna promozionale è apparsa sulla homepage made in Mountain View.
Oggetto della campagna è un telefono cellulare, l'Htc Magic, condotta in partnership con Vodafone.
La scelta di sponsorizzare direttamente un prodotto, senza che ci sia nessun collegamento alla ricerca o ai contenuti che interessano l'utente come accade oggi con i link sponsorizzati, è stata giustificata dai vertici del motore di ricerca con il fatto che questo nuovo telefono è il primo apparecchio a consentire una Google experience nell'utilizzo di contenuti e servizi, quindi (a detta loro) non si può parlare di vera e propria pubblicità.
Sarà.. ma noi stiamo ad aspettare il momento in cui altri produttori di cellulari equipaggiati dal sistema operativo di Google, Android, o altri operatori di telefonia mobile busseranno alla porta di big G per ricevere lo stesso trattamento riservato a Vodafone…
A noi, smaliziati osservatori, utenti e conoscitori delle potenzialità commerciali che la rete fornisce, sembra più un'ampia strategia per replicare alla minaccia di Facebook: quale modo migliore per catturare l'attenzione della quasi totalità del pubblico di internauti?
Giulia |
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17.7.2009 @ 14:47 | categoria: comunicazione
Oggi la crisi e il risparmio energetico sono fra i primi argomenti dell'agenda politica internazionale, e questo negozio di biciclette di Goteborg, Svezia, è assolutamente al passo con i tempi. L'iniziativa di guerrilla è semplice: su ogni automobile posteggiata nei parcheggi a pagamento è stata infilata sotto tergicristallo una busta gialla e nera, con la scritta "Oh no! Di nuovo!", posizionata accanto allo scontrino del parcheggio (ma, a nostro parere, una multa per divieto di sosta avrebbe funzionato anche meglio...). Il contenuto della busta spiega come convertire l'ammontare dello scontrino in sconto per l'acquisto di una bici; naturalmente, più lunga è stata la sosta, più alto sarò lo sconto.
L'esperienza negativa viene tramutata senz'altro in una positiva; allargando i nostri orizzonti, possiamo poi dire che così si potrebbero ridurre le emissioni inquinanti, lo stress da traffico e, soprattutto, sradicare il problema dei parcheggi in città...
Via
Roberto |
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13.3.2009 @ 17:01 | categoria: comunicazione
Andare oltre la comunicazione integrata. Oltre il non convenzionale. Oltre l'olismo e le frasi fatte.
Roberto |
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21.12.2007 @ 15:19 | categoria: comunicazione
La madre degli unconventional marketers è sempre incinta. Dopo l'headvertising, il voicevertising e il thoughtvertising, rieccoci a parlare di canali di comunicazione apparentemente nonsense in vendita all'asta su eBay. Questa volta è un italiano, Alessandro Del Re, che è disposto ad assumere ufficialmente (anagraficamente) per un anno un brand come secondo nome. L'esempio – auspicio, direi – che lo stesso venditore fa è "Alessandro Google Del Re". La base d'asta è 50.000 euro. Fatevi sotto, è l'occasione per inaugurare il... boh? Namevertising?
Via disruption
Ne approfittiamo per farvi gli auguri di buone feste e di uno splendido 2008. A presto.
Roberto |
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31.10.2007 @ 14:57 | categoria: comunicazione
Trovato sulla rete e prontamente pubblicato.
Azienda: (omissis)
Posizione: viral marketing manager junior
Tipo di contratto: Lavoro a progetto
Area: Marketing, commerciale e comunicazione
Sede: (omissis)
Descrizione: Il manager si occuperà di creare buzz per importanti brand internazionali su internet utilizzando i principali strumenti offerti dal web 2.0
...
Conoscenze informatiche: Fruitore esperto del web 2.0
Caratteristiche personali: Estroverso, determinato, socievole, intuitivo, percettivo, entusiasta, propenso ai rapporti interpersonali
...
C'è bisogno di commentare?
Antonio |
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26.9.2007 @ 15:50 | categoria: comunicazione
I casi di autenticà viralità sul web sono sempre più rari – e sempre meno eclatanti – ma ancora una volta la cronaca è andata oltre le fantasie di qualsiasi uomo di marketing. La faccenda è questa: il numero per le info telefoniche in Svizzera è cambiato, da 111 a 1811. Troppo simile a quello del pronto intervento dei pompieri, che è 118. Il risultato è che il centralino dei vigili del fuoco si ritrova quotidianamente intasato di chiamate di persone che sbagliano numero, spesso con le richieste più bizzarre.
I tentativi di chiarire la situazione non hanno avuto molto successo, e così gli stessi pompieri della Svizzera francese si sono messi all'opera e hanno sfornato in totale autoproduzione il 118 Projec't: un esilarante rap con tanto di video su Youtube, che sta spopolando nelle radio e ha invaso le pagine dei quotidiani e i servizi dei tg. Chi continua a pensare che i viral non siano altro che degli spot tv, però più sfigati, dovrebbe rifletterci un attimo su...
Roberto |
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18.6.2007 @ 16:29 | categoria: comunicazione
Un paio d'anni fa, abbiamo dedicato uno dei primi post di questo blog all'iniziativa di Andrew Fischer, che aveva messo all'asta su eBay la sua fronte come spazio pubblicitario (ricavato: 37.000 dollari per farsi tatuare – temporaneamente – il logo di SnoreStop). Oggi, Floyd Hayes, già protagonista in passato di un exploit simile (aveva venduto la sua voce alla Hall's per una settimana di "VoiceVertising", durante la quale ha urlato il nome del prodotto ogni quarto d'ora), sposta ulteriormente in avanti il confine. Il giovane – geniale? – newyorchese d'adozione ha messo all'asta on line una settimana di "ThoughtVertising", durante la quale penserà intensamente al brand ogni ora. Non è ancora chiaro chi si sia assicurato l'esclusiva sullo spazio interiore di Hayes vincendo l'incanto per 10.000 dollari (l'asta si è chiusa con una sola offerta), ma prima di dargli del pazzo, date un'occhiata ai numeri del VoiceVertising: attraverso la copertura di Fox News, del Chicago Sun Times, della CNN e di centinaia di altri media in tutto il mondo (se ne parlò parecchio anche da noi) la campagna ha raggiunto una audience stimata di 115 milioni di consumatori. Comunque, è lo stesso Floyd a sciogliere tutti i dubbi dei potenziali acquirenti nella sua pagina su eBay. Leggete e meditate, gente, meditate – è proprio il caso di dirlo.
18.6.2007 @ 14:53 | categoria: comunicazione
È nata una nuova rivista di fumetti, musica, fermenti urbani e, nelle parole degli stessi promotori, "fallimenti artistici". Si chiama PuntoGif (da scaricare qui), e della bassa qualità e del cattivo gusto tipici delle immagini e animazioni in gif, appunto, fa il cuore della sua poetica. Gif, inoltre, è anche l'acronimo di Greatest Italian Failure: il più grande fallimento italiano. Quello che, sempre citando i redattori, ci porta a dire: "se cantassero in inglese avrebbero fatto il botto", oppure "...sì, ma Basquiat viveva a New York", oppure "perché non ci trasferiamo a Barcellona?". Insomma, consapevolezza "italo", mista di provincia ed Europa, disamore e speranza, passione e acidità. Qualcuno raccoglie l'eredità spirituale di Frigidaire...
Roberto |
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20.2.2007 @ 18:27 | categoria: comunicazione
Il brand è Quicksilver. La città è Copenaghen. Il filmato è ovviamente truccato, ma l'effetto è comunque devastante. E pericolosamente virale (oltre 100.000 visitatori su YouTube...).
Roberto |
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26.1.2007 @ 15:36 | categoria: comunicazione
Branded entertainment, ovvero pubblicità che non solo i consumatori sono disposti ad ascoltare, ma per la quale sono pronti a pagare. Una buona dimostrazione di questo teorema la fornisce l'incredibile successo dell'iniziativa di Burger King, che, in collaborazione con Xbox di Microsoft, ha messo in vendita nei ristoranti della catena negli States tre videogame – Sneak King, Pocketbike Racer e Big Bumpin' – a 3 dollari e 99 la copia. Il risultato delle prime quattro settimane è impressionante: più di due milioni di pezzi acquistati di tutti e tre i giochi, una cifra superiore a quella del mercato globale sviluppato, nello stesso periodo, da molti titoli per console ultracelebrati come Gears of War. Questo caso di successo stimola anche una riflessione sulle potenzialità inespresse delle catene commerciali distribuite capillarmente, come appunto i fast food o i fashion store (da Zara a H&M ecc.), e sulle strategie di comarketing tra brand apparentemente lontani, come accaduto nel recente passato per Nike e iPod o Starbucks e le major discografiche. Una lezione da tenere a mente per il 2007 e oltre.
Roberto |
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