26.2.2007 @ 10:23 | categoria: ricerche
La ricerca riguarda i teenager statunitensi, ma è facile prevedere che l'onda che si sta alzando presto investirà anche le sponde opposte di Atlantico e Pacifico: il consumo che gli adolescenti fanno di internet si sta radicalmente modificando. Sempre meno contenuti per la telefonia (suonerie, wallpaper ecc.) o emoticon aggiuntivi per gli instant messenger; sempre più strumenti per le community e i social network. Lo conferma la sorprendente Top 3 dei siti più popolari tra i ragazzi negli States: niente Google o MSN e, a sorpresa, neppure MySpace, ma, invece, portali che offrono risorse, contenuti e tool che consentono di personalizzare il proprio profilo e arricchire l'identità virtuale con la quale ci si presenta nella rete. Al primo posto della classifica stilata da Nielsen/NetRatings figura PLyrics, sostanzialmente una library di testi di canzoni punk, pop-punk, emo ecc., usatissime dai ragazzi come citazioni nelle firme o nei commenti alle pagine altrui. In seconda posizione c'è Snapvine, sito che consente di lasciare un messaggio vocale sul proprio profilo, registrato con una chiamata telefonica, ascoltabile da tutti i visitatori e commentabile con lo stesso metodo. Medaglia di bronzo per WhateverLife, un blog tenuto da una sedicenne di nome Ashley (nickname AshBo), considerata la guru della customizzazione di MySpace; qui gli utenti possono scaricare nuovi layout e trick grafici per personalizzare il profilo, completi di tutorial per l'implementazione. Insomma, sta cambiando non solo lo scenario, ma anche i costumi, le luci e perfino gli attori. Cominciare da subito a familiarizzare con questa realtà significa procurarsi un vantaggio strategico, inaugurando percorsi di comunicazione impraticabili fino a ieri.
Roberto |
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19.10.2006 @ 12:03 | categoria: ricerche
Si accavallano in questo strano autunno le indagini sul consumo di media da parte dei giovani. Una delle più autorevoli è quella presentata qualche giorno fa dal sociologo Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della Comunicazione a Roma.
I risultati: la tv continua a essere il media con la penetrazione più elevata: il 96,2% dei ragazzi tra i 6 e i 19 anni la guarda, ma i margini di ulteriore crescita del mezzo sono, ovviamente, quasi trascurabili. Accanto alla tv, però, in un'ottica di "transumanza" tra i mezzi, cresce esponenzialmente l'utilizzo di internet. Il 36,7% degli intervistati nella fascia 3-17 anni naviga il web, con percentuali ancora più alte tra i maggiorenni.
Il dato più interessante, però, riguarda i consumi culturali, dove i più giovani lasciano clamorosamente indietro gli adulti: sia per quanto riguarda il teatro (+ 16,1% dal 1996 al 2005) che il cinema (pressoché da 0 all'80% dei più giovani che lo frequenta) a mostre e musei (+17,3%) e ai libri (il 53,6% dei minorenni legge regolarmente contro il 40,3% degli adulti). E la fascia di età più attiva è quella tra gli 11 e i 34 anni.
Tornando a internet, poi, colpisce davvero la ricerca dell'Osservatorio sui diritti dei minori di Torino, secondo la quale il 72% degli adolescenti trai 14 e i 18 anni si rivolge al web per risolvere i suoi dubbi e i problemi quotidiani, anziché confrontarsi con i genitori o il gruppo dei coetanei di riferimento. Per esempio, il 31% dei ragazzi pone sul web quesiti alimentari, il 26% lo interroga sulla sfera sessuale, il 25% cerca risposte nell'astrologia e – particolare un po' inquietante – il 14% cerca un sostegno psicologico. L'allarme che i curatori dell'indagine lanciano è: i ragazzi hanno gli strumenti per decodificare e dare il giusto peso alle risposte trovate navigando? Ci sono rischi di danni psicofisici per le nuove generazioni? Torna insomma la domanda centrale sull'affidabilità di internet come fonte di sapere e di "consiglio". Lo stesso dilemma, in fondo, che ha portato Larry Sanger, uno dei fondatori di Wikipedia, l'enciclopedia libera sul web, ad abbandonare il progetto originale per fondare Citizendium, un compendio analogo, dove però esiste una redazione centrale che controlla l'attendibilità e l'accuratezza degli articoli sottoposti dai navigatori. Si prepara già una svolta per il neonato web 2.0?
21.9.2006 @ 18:43 | categoria: ricerche
La ricerca è del METID, il centro studi del Politecnico di Milano sull'e-learning, ed è stata realizzata lo scorso luglio: 500 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia sono stati interpellati sull'uso del web per attività legate alla scuola. Risultato: il 98% del campione utilizza internet, più o meno frequentemente, per cercare informazioni, confrontarsi con i compagni, fare i compiti e, naturalmente, ehm... copiare.
Gli strumenti adoperati sono i più svariati, dagli ormai classici Google e Wikipedia ai forum, come quello di Studenti, fino ai servizi di instant messaging - come Messenger o Skype - e ai blog sui quali gli studenti più bravi pubblicano i temi, i problemi risolti, le traduzioni a disposizione dei colleghi più pigri. Gli insegnanti più aperti approvano, ma resta aperta una questione: il web è orizzontale e rizomatico, un luogo dove tutte le informazioni possono sembrare affidabili e rilevanti. Riusciranno i ragazzi a sviluppare la capacità di metterle in prospettiva, stabilire gerarchie, rielaborare gli input per creare vero sapere?
Roberto |
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1.6.2006 @ 11:52 | categoria: ricerche
Sono stati presentati i risultati della prima edizione di FitnessLab, l'osservatorio annuale dei consumi degli sportivi promosso da Millward Brown Delfo in collaborazione con Mirata. Una ricca e utile sintesi è disponibile su Ninja Marketing; interessantissima soprattutto la classificazione dei frequentatori delle palestre (circa cinque milioni di persone, in media under 33) in quattro macrocategorie: i Divoratori, i Consapevoli, i Connessi e le "Grandi Sorelle". I Divoratori (23% del totale) sono i consumatori sfrenati; in maggioranza uomini dai 25 ai 34 anni, amano le auto, i gadget tecnologici, i viaggi, lo sport. Tra i loro brand di riferimento ci sono BMW, Bud, Nokia. I Consapevoli (23%), dal profilo socioeconomico simile ai Divoratori, sono però consumatori "smart", che amministrano con attenzione le risorse a disposizione; al portafoglio di brand dei Divoratori, infatti, aggiungono prodotti private label, e praticano l'e-commerce per approfittare delle occasioni più convenienti. I Connessi (22%) sono uomini e donne in maggioranza sotto i 30 anni, intellettualmente vivaci ed estremamente aperti alle novità, soprattutto tecnologiche; vivono molto fuori casa e sono sempre al centro delle nuove tendenze; adorano ovviamente i cellulari, i dispositivi portatili, internet e tra le marche top citano Corona, Redbull, Aprilia. Le "Grandi Sorelle" (32%), in maggioranza donne single, vivono nel culto del corpo e identificano la palestra come un luogo di socializzazione "protetta"; tra i loro consumi più importanti figurano i cosmetici e l'abbigliamento, mentre, al contrario dei Connessi, sono di solito "unplugged" e utilizzano poco i gadget hi-tech.
A livello globale, e questo bisognerà tenerlo bene a mente, il frequentatore-tipo delle palestre e dei centri fitness appare più attivo rispetto alla media, sia nello stile di vita che nei consumi.
Roberto |
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24.5.2006 @ 10:19 | categoria: ricerche
La Eiaa (European Interactive Advertising Association) ha realizzato una interessante ricerca sull'uso dei media da parte dei giovani europei. A colpire non sono tanto i dati relativi alla diffusione dei cellulari (il 93% degli appartenenti alla fascia 16-24 anni ne possiede almeno uno) o all'utilizzo di internet (in media 13 ore alla settimana), quanto la naturale propensione dei ragazzi al consumo incrociato e contemporaneo dei vari media: mentre è sul web, per esempio, il 36% del campione ha la tv accesa, il 40% ascolta anche la radio e il 6% legge una rivista o un quotidiano. Ovvio, quindi, che la convergenza tra le piattaforme sia il fenomeno a cui guardano con più attenzione: il 39% utilizzerebbe il telefono mobile per ascoltare la radio, il 33% per gestire la mail, il 25% vorrebbe guardarci la tv e il 22% navigare liberamente in internet. Inoltre, il 75% degli intervistati riserva grande attenzione alla pubblicità interattiva, tanto che il web è considerato il secondo canale più efficace, dopo la tv. C'è tanto da imparare – e molto da cambiare...
Roberto |
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21.4.2006 @ 14:30 | categoria: ricerche
Ritrarsi, derivare confortevolmente, fantasmare, cambiare le regole. Sono le quattro tendenze profonde individuate dallo studio realizzato da Carat e altre realtà del Gruppo Aegis nel quadro del progetto Trendzoom, e riassunte nel Quaderno delle tendenze 05/06. Chiunque voglia farsi un'idea degli scenari psicosociali – e quindi di consumo – del prossimo futuro troverà in queste poche pagine più stimoli che in centinaia di statistiche. In due parole: caldamente consigliato.
Roberto |
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28.3.2006 @ 17:01 | categoria: ricerche
La ANA (Association of National Advertisers), in collaborazione con Forrester Research, ha interpellato 133 agenzie pubblicitarie che gestiscono complessivamente oltre 20 miliardi di dollari di budget dei big spender – tra i quali Colgate, Johnson & Johnson, Mattel, Pfizer... – per delineare le probabili tendenze future nel campo della comunicazione e dell'advertising. Risultato: circa l'80% degli intervistati ha riscontrato una drastica diminuzione dell'efficacia della pubblicità televisiva negli ultimi due anni. Non basta: un quarto prevede una riduzione almeno del 25% degli investimenti nell'advertising tradizionale. Al contrario, in forte ascesa sono l'on line advertising, le sponsorizzazioni, il product placement, i viral e le altre forme di marketing non convenzionale. Per approfondire, un assaggio dello studio è da subito disponibile sul sito della
ANA e, prossimamente, su quello della Forrester. Per non farvi trovare impreparati, invece, contattateci subito.
Roberto |
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30.1.2006 @ 18:12 | categoria: ricerche
Si è appena chiuso a Orlando, Florida, il Word of Mouth Basic Training: due giorni dedicati dalla WOMMA – Word of Mouth Marketing Association – a viral, buzz e blog marketing. Un report breve ma interessante lo trovate sul blog di Fluido, che a Orlando c'è stato (beato lui! E noi sotto la neve...); la discussione però prosegue anche qui (in italiano) e qui (in inglese). Se, invece, volete conoscere un case study di successo che integra pressoché tutte le tecniche non-convenzionali citate nei link qui sopra, scriveteci. Ne abbiamo delle belle da raccontarvi…
15.11.2005 @ 14:37 | categoria: ricerche
Non si parla d'altro che di passaparola: eMarketer ha pubblicato una ricerca, Word-of-Mouth Marketing: The Stats, Surveys and Substance Behind the Buzz, che indica dei trend estremamente interessanti. Pare infatti che almeno il 50% dei marketers presenti sul web pianificherà iniziative di buzz marketing e campagne di marketing virale nel 2006, mentre nel 2007 sarà la maggioranza a spostare risorse sempre più rilevanti verso tecniche di marketing non convenzionale. Una morale possibile: chi comincia presto è a metà dell'opera…
Roberto |
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14.11.2005 @ 14:58 | categoria: ricerche
Sul sito del Censis è disponibile il quinto Rapporto sulla comunicazione in Italia: 2001-2005. Cinque anni di evoluzione e rivoluzione nell'uso dei media. In breve: raddoppiano gli utenti di telefonia mobile, che ormai sfiorano i 40 milioni; molti di questi guardano alla videochiamata come il futuro "modo normale" di comunicare. Aumentano anche gli spettatori televisivi, con risultati importanti per quanto riguarda il satellite (8 milioni in totale), il digitale terrestre (3 milioni), la tv via web (circa 1 milione). La diffusione delle nuove tecnologie diventa sempre più capillare: 15 milioni di italiani sanno usare un computer; gli utenti abituali di internet sono oltre 11 milioni, mentre il mercato della compravendita on line sta per raggiungere la massa critica (circa 3 milioni di consumatori fa acquisti sul web). Infine, uno dei fenomeni più interessanti riguarda la radio, che sta nascendo a nuova vita grazie alla possibilità di ascolto su internet e via cellulare: la rivincita del più innovativo dei vecchi media.
Antonio |
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